Perché il limite di finanziabilità nei finanziamenti fondiari è posto nell’interesse del debitore

Il mutuo fondiario è operazione che si connota per concentrare la copertura del rischio di rientro dell’erogato sul solo immobile “mobilizzato” e contestualmente iscritto in ipoteca di primo grado. La prescrizione normativa del limite di finanziabilità risponde, dunque, all’esigenza di circoscrivere, di definire il rischio insito in simile tipo di operatività del credito, che è appunto quello di sopravvalutare il bene “mobilizzato“.

Il finanziamento fondiario esclude la possibilità di operazioni che non presentano ex ante sufficienti prospettive di effettiva fattibilità e buon esito ovvero espongono il mutuatario debitore ai rischi espoliativi (quanto, in specie, alla residua parte del suo patrimonio) ovvero di pura sorte.

Il limite di finanziabilità nel credito fondiario è posto a tutela del debitore da operazioni di rischio per lui eccessivo ed è irrilevante ogni considerazione di ordine patrimoniale ex art. 2740 c.c. e/o di ordine reddituale sul mutuatario debitore. Per tali ragioni la banca finanziatrice, services specializzato nella valutazione degli immobili, certifica il valore del bene ipotecato nell’interesse reciproco sia di essa creditore che del debitore, secondo il prudente apprezzamento della futura negoziabilità, tenuto conto degli aspetti durevoli a lungo termine e delle condizioni del mercato, dell’uso corrente e dei suoi appropriati usi alternativi, senza riferimento né al valore di mercato in un determinato momento, né a considerazioni speculative.

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Procedi alla verifica del limite di finanziabilità con individuazione dell’effettivo valore cauzionale in relazione all’andamento statistico delle aste giudiziarie.

articolo 13a/2020