L’esperto risponde: la conversione del pignoramento immobiliare ex art. 495 cpc

Uno degli obiettivi di VLF è offrire un’informazione chiara e trasparente per spiegare in forma indipendente il funzionamento della procedura esecutiva immobiliare. Infatti lo staff non è in alcun modo interessato alla commercializzazione di prodotti finanziari.

Che cosa è la conversione del pignoramento?
Il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro. Per evitare la vendita del bene pignorato il debitore può chiedere di procedere ad un pagamento rateale dilazionato dei creditori.

Entro quanto tempo si dovranno pagare i creditori in forma dilazionata?
Se ricorrono giustificati motivi, il giudice dell’esecuzione può concedere che il termine massimo di quarantotto mesi per il pagamento rateale che dovrà avvenire in forma mensile.

Qual è il termine ultimo per il deposito della conversione nella procedura esecutiva immobiliare?
Dopo che sia stata disposta la vendita. Precisamente, dopo che il CTU ha depositato la perizia di stima, il giudice dell’esecuzione fissa una udienza che generalmente viene chiamata udienza ex art 569 cpc, dove è esaminata la perizia e viene emessa ordinanza di vendita. Dopo tale momento non si può più proporre istanza di conversione.

Quante volte si può depositare la conversione del pignoramento?
Una sola volta, a pena di inammissibilità.

Quali somme si dovranno versare al momento della domanda di conversione?
Si deve depositare, a pena di inammissibilità, una somma non inferiore ad un sesto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento.

Dove si deposita la richiesta di conversione del pignoramento?
Nella cancelleria del giudice dell’esecuzione. Il debitore dovrà aprire un libretto intestato alla procedura sul quale versare la somma e compilare il modulo con la richiesta di rateizzazione.

Come funziona tecnicamente l’istanza di conversione del pignoramento?
Dopo il deposito, il giudice dell’esecuzione invita il creditore procedere ed i creditori intervenuti al deposito della precisazione del credito entro trenta giorni.

Dopo il deposito dell’istanza di conversione, possono intervenire altri creditori nella procedura?
Sì, possono intervenire ulteriori creditori e fino alla udienza in cui il giudice dell’esecuzione non determina il piano di rateizzazione.

Che cosa succede all’udienza dove si esaminato le dichiarazioni dei creditori?
Il giudice dell’esecuzione esamina le ragioni di credito e verifica in modo sommario il criterio di calcolo sia degli interessi che delle spese legali per i costi sostenuti per le spese relative alla procedura esecutiva e con l’ordinanza che ammette la sostituzione dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento con il versamento dell’intera somma, maggiorata degli interessi scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso legale.

Si possono sollevare contestazioni alle dichiarazioni di credito in sede di precisazione?
Il debitore potrà proporre le sue controdeduzioni alle precisazioni dei crediti ed il giudice deciderà con un’ordinanza che poi potrà essere oggetto di opposizione in un successivo giudizio di merito.

Nel tempo intercorrente per la conversione, i creditori possono incassare le somme depositate sul libretto?
Ogni sei mesi il giudice provvede, a norma dell’articolo 510, al pagamento al creditore pignorante o alla distribuzione tra i creditori delle somme versate dal debitore.

Che cosa accade se divento inadempiente durante la conversione del pignoramento?
Qualora il debitore ometta il versamento dell’importo determinato dal giudice oppure ritardi di oltre trenta giorni il versamento anche di una sola delle rate previste, le somme versate formano parte dei beni pignorati ed i creditori muniti di titolo esecutivo potranno chiedere la vendita dei beni pignorati.

articolo 92/2020