Interessi usurari su mutuo fondiario – il giudice ordina cancellazione trascrizione del pignoramento da registri immobiliari; Tribunale di Velletri del 09/07/2020

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di VELLETRI
Prima CIVILE

Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. XXXX ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. XXXX promossa da:

XXXX e XXXX entrambi rappresentati e difesi giusta procura in separato atto dall’Avv. XXXX ed elettivamente domiciliati ai fini del presente giudizio presso detti loro procuratori con studio in XXXX;
– Opponenti –

NEI CONFRONTI DI

XXXX in persona del suo Legale Rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, dall’Avv. XXXX in XXXX;
– Opposta –

Conclusioni per le parti: come in atti.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con “ricorso in opposizione ex art.615 c.p.c..” depositato in data 31.01.2018, i Signori XXXX esecutati nell’ambito della procedura esecutiva immobiliare R.G. XXXX chiedevano, testualmente, al Giudice dell’esecuzione di: “In via preliminare ed inaudita altera parte: – sospendere l’esecuzione della procedura di pignoramento immobiliare ai sensi dell’art. 624 c.p.c. nei confronti degli odierni opponenti; In via principale: – accogliere il presente ricorso in opposizione e dichiarare non dovute le somme richieste dall’odierna opposta per i motivi e le ragioni esposte in narrativa, dichiarando illegittima, inefficace e improcedibile la procedura esecutiva in oggetto ordinando alla Banca la cancellazione immediata della segnalazione a carico dei Sig.ri XXXX dai Sistemi di Informazioni Creditizie; Sempre in via principale: accogliere il presente ricorso in opposizione, dichiarare nullo o gratuito il contratto di mutuo sottoscritto, disponendo lo storno di tutti gli interessi e competenze addebitate agli opponenti e stabilire, a seguito dell’espletanda CTU, il corretto dare ed avere tra le parti, condannando l’opposta al pagamento e/o alla restituzione di quanto si riterrà di giustizia a favore dei XXXX, oltre interessi moratori e rivalutazione monetaria; In via riconvenzionale: accogliere il presente ricorso in opposizione e condannare parte opposta al risarcimento di tutti i danni patiti dai Sig.ri XXXX, da determinarsi in via equitativa ai sensi dell’art. 1226 c.c.; Con vittoria di spese e competenze del presente giudizio da liquidarsi in favore dei procuratori che si dichiarano antistatari”.

A sostegno dell’opposizione spiegata XXXX eccepivano di aver ricevuto, in data 11.07.2017, atto di precetto, con il quale si intimava loro di pagare in favore della XXXX la complessiva somma di € 20.070,68, calcolata al 31.05.2017, a titolo di capitale residuo ed interessi del contratto di mutuo ipotecario stipulato in data 26.02.1999 con l’allora XXXX per l’importo di £ 170.000.000 (€87.797.67), da rimborsare in 15 anni mediante il pagamento di n. 180 rate mensili; che, successivamente, veniva loro notificato atto di pignoramento degli immobili siti in XXXX, oggetto di garanzia ipotecaria; che non sussisteva il diritto della banca a procedere esecutivamente per il recupero delle somme asseritamente dovute, posto che il dedotto rapporto di mutuo era collegato ad una polizza assicurativa accessoria contratta dal solo Sig. XXXX denominata XXXX e che, alla stregua degli accordi intercorsi, i mutuatari si erano obbligati alla corresponsione in favore della mutuante dei soli interessi prodotti sul capitale mutuato (oltre ai premi assicurativi in favore della Compagnia Assicurativa) e che alla scadenza del piano di ammortamento, che prevedeva il pagamento rateizzato dei soli interessi, la predetta polizza venuta a scadenza avrebbe assicurato un capitale atto a coprire l’intero capitale mutuato; che, inopinatamente, alla scadenza del contratto la Banca, all’esito del riscatto della polizza, aveva domandato ai mutuatari il pagamento della differenza tra il capitale dovuto e quanto realizzato dall’escussione della garanzia; che, in ragione di quanto sopra, sussisteva il diritto degli opponenti di far accertare e dichiarare che nulla era da loro dovuto in relazione al contratto di mutuo rispetto a quanto già incamerato dalla Banca all’esito del riscatto della polizza collegata all’operazione di finanziamento; nonché quello di ottenere la cancellazione della segnalazione dei loro nominativi alla Centrale dei Rischi nelle more effettuata dalla Banca con conseguente condannata della stessa al risarcimento di tutti i danni patiti da determinarsi in via equitativa.

Si costituiva in giudizio l’opposta contestando l’avversa domanda in quanto infondata sia in fatto che in diritto.

La causa veniva istruita con prove documentali, testimoniali e CTU tecnico-contabile ed in data 06/07/2020 veniva data lettura del dispositivo.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’opposizione è parzialmente fondata.

Preliminarmente si rileva, sia dall’esame della documentazione in atti sia sulle scorte della consulenza d’ufficio, la mancanza in atti del più volte citato contratto di assicurazione stipulato tra le parti in uno con il contratto di mutuo fondiario. Sul punto, pertanto, non vi può essere alcuna pronuncia essendo onerata la parte richiedente ai sensi del disposto di cui all’art. 2697 c.c..

Dalla CTU in atti, le cui conclusioni vengono condivise da questo giudicante, emerge che “Per quanto alla richiesta di ricomprendere il contratto di mutuo in oggetto, ai fini dell’individuazione del tasso soglia con cui confrontare il TEG del finanziamento, nella categoria “Altri Finanziamenti alle famiglie” e non nella categoria dei “Mutui”, con conseguente tasso soglia pari al 17,52% anziché quello dell’8,70% riferito ai “Mutui”, il CTP supporta la propria Osservazione sulla base della carenza del terzo requisito necessario ai fini della qualifica di “Mutuo” stabilito dalle Istruzioni della Banca d’Italia all’epoca vigenti, consistente nel fatto che il rimborso del capitale erogato debba avvenire tramite pagamento di rate comprensive di capitale e interessi, mentre il contratto oggetto di perizia prevedeva il rimborso di rate comprensive di soli interessi e il rimborso del capitale alla scadenza prevista contrattualmente”.

È chiara la volontà delle parti di voler concludere un contratto di mutuo fondiario come emerge anche nell’atto notarile depositato.

Nello stesso si legge precisamente: XXXX

Si legge, ancora, XXXX

Il CTU, nella perizia in atti, le cui conclusioni vengono condivise da questo giudicante, precisa “Tuttavia, pur volendo annettere l’operazione di finanziamento in oggetto alla categoria degli “Altri Finanziamenti”, in ogni caso l’Osservazione del dottor Fusco è priva di rilevanza in quanto il tasso soglia per la categoria di operazioni “Altri finanziamenti” è pari al’11,68 +50% = 17,52% (allegato n. 2), risultando in ogni caso usurario il tasso di mora pattuito, pari al 24%.

È stato, altresì, convenuto quanto segue:

Sebbene dalla CTU in atti sia emersa l’usurarietà del mutuo, deve, comunque, rigettarsi l’istanza di condanna alla restituzione della somma di € 53.041,19 atteso che il contratto richiamato dall’opponente risulta essere strettamente collegato al contratto di assicurazione; ciò in quanto non è stato depositato lo stesso e non essendovi in atti tutti i documenti necessitanti per l’effettuazione dei conteggi.

Invero in base alla documentazione in atti, non è possibile alcuna pronuncia attesa la mancanza sia del contratto assicurativo sia dell’estratto conto, entrambi richiesti dalla parte attrice ex art. 119 TUB in sede stragiudiziale (allegato 10 all’atto di citazione) e anche nell’atto di citazione chiedendone al Giudice l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..

Da ciò discende, peraltro, che nessuna delle due parti ha dimostrato il proprio effettivo credito atteso che in ogni caso, per calcolare il dare/avere occorre il contratto di assicurazione (perchè di fatto è il pagamento della parte capitale del mutuo) e l’estratto conto dei pagamenti effettuati.

Deve, infine, rigettarsi la domanda volta al risarcimento del danno subito.

Sebbene dalla testimonianza in atti sia emerso che gli opponenti non hanno venduto l’immobile per cui è causa a causa dell’iscrizione del pignoramento, non è in alcun modo evincibile la somma effettiva che sarebbe stata corrisposta per la suddetta compravendita. Né la stessa può essere equitativamente da questo giudicante sia in quanto non oggetto di specifica domanda (art. 112 c.p.c.) sia in quanto l’onere probandi è in capo alla parte opponente (art. 2697 c.c.).

Rigetta, infine, la richiesta di ordine di cancellazione dal ruolo della procedura esecutiva RGE n° XXXX trattandosi di poteri riservati al G.E..

Assorbite e disattese le ulteriori e diverse istanze.

La particolarità e complessità delle questioni trattate giustifica l’integrale compensazione delle spese di lite.

PQM

Definitivamente pronunciando:
– accoglie l’opposizione;
– dichiara non dovute le somme richieste dalla XXXX agli odierni attori, e per l’effetto dichiara illegittima la procedura esecutiva avente RGEn. XXXX;
– ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento nei registri immobiliari;
– ordina alla Banca la cancellazione immediata della segnalazione a carico dei Sig.ri XXXX dai Sistemi di Informazioni Creditizie;
– rigetta la altre domande;
– compensa integralmente le spese di lite tra le parti.

Sentenza resa ex articolo 281 sexies c.p.c., pubblicata mediante lettura alle parti presenti ed allegazione al verbale.

Velletri, 9 luglio 2020

Il Giudice