Il superamento del limite di finanziabilità nel mutuo fondiario

Il limite di finanziabilità, essendo volto a tutelare un interesse pubblico, rappresenta una regola imperativa (e non di comportamento) ed è quindi argine inderogabile all’autonomia delle parti nella fissazione dell’importo massimo concedibile. La nullità è relativa all’intero contratto, trovando fondamento nell’art. 1418 cc che stabilisce che “Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente”.

Col superamento del limite di finanziabilità nel mutuo fondiario si avrebbe la negazione piena e completa della rilevanza negoziale in quanto il contratto non sarebbe rispettoso del principio di legalità in quanto teso alla violazione di disciplina imperativa. Di conseguenza, ha affermato la Cassazione, dalla violazione del limite anzidetto discende la nullità dell’intero contratto di mutuo fondiario, salva la possibilità di conversione del contratto in un ordinario finanziamento ipotecario ove ne risultino accertati i presupposti.

Il principio di conservazione degli atti e dei loro effetti trova accoglimento nel nostro ordinamento al pari del principio della invalidità del contratto contrario a norme imperative. La prevalenza dell’uno o dell’altro dovrà essere valutata nel caso concreto secondo canoni di ragionevolezza applicando la sanzione possibilmente meno restrittiva tenuto conto degli interessi perseguiti non solo dalla norma violata ma da tutto il sistema normativo. Il procedimento di conversione del mutuo fondiario a mutuo ordinario ex art. 1424 cc richiede una non facile operazione di coordinamento in quanto l’atto potrebbe non essere suscettibile di conversione.

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Procedi alla verifica del limite di finanziabilità con individuazione dell’effettivo valore cauzionale in relazione all’andamento statistico delle aste giudiziarie.

articolo 16a/2020